Collaudo idraulico in cantiere

Il collaudo idraulico in cantiere delle condotte in ghisa sferoidale deve essere svolto in conformità alla norma ISO10802.

Di seguito alcune indicazioni pratiche.

Lunghezza del tronco

La lunghezza del tronco di condotta da collaudare dipende dalla configurazione del tracciato.

E’ raccomandato di non superare la lunghezza di 500 metri. 

Più il tronco da collaudare è lungo, più diventa difficile la ricerca delle perdite eventuali. 

In pratica, è bene procedere per piccole lunghezze alla partenza di un cantiere, per poi estendere il collaudo su lunghezze maggiori; questo sotto la responsabilità dell’impresa e del direttore dei lavori.

Preparazione della prova

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La prova è fatta in condizioni tali da permettere di esaminare effettivamente il tronco di condotta provato e in particolare tutti i giunti. Per le condotte interrate, sarebbe consigliabile eseguire la prova prima del rinterro. Se la condotta è provata prima del rinterro, occorre disporre nella parte centrale di ogni tubo un “cavallotto” di terra, affinchè la condotta non possa né sfilarsi né muoversi. 

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Chiudere le estremità del tronco da collaudare con piatti di chiusura (A e B) dotati di rubinetto, per il riempimento e l’evacuazione dell’aria. 

Valutare le forze idrauliche sviluppate sulle estremità della condotta e realizzare un sistema di ancoraggio correttamente dimensionato. La compensazione delle forze è ottenuta per mezzo di tavole di legno incastrate trasversalmente nella trincea o per mezzo di un dispositivo equivalente (sipario di palancole, per esempio). 

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Evitare di appoggiarsi sull’estremità della condotta posata che ha già subito il collaudo. 

Le estremità del tronco oggetto della prova potrebbero spostarsi lateralmente sotto l’effetto della pressione. Occorre quindi prevedere degli ancoraggi laterali.

Riempimento d’acqua

La condotta viene riempita progressivamente di acqua, preferibilmente a partire dai punti bassi. E’ importante assicurare lo spurgo completo di aria nei punti alti del tronco prima della messa in pressione. 

La messa in pressione esercita una forza sugli ancoraggi provvisori per la prova. Conviene prevedere un recuperatore di gioco per ristabilire la lunghezza iniziale della condotta. Per questo, utilizzare dei tenditori a vite i quali permettono una regolazione precisa.

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Se si tratta di una condotta di pompaggio, servirsi di pompe per riempirla dal basso, limitando la portata. 

Nel caso di un sifone di grande diametro, è preferibile riempirlo a partire dal punto basso con l’aiuto di una condotta serbatoio di piccolo diametro. L’acqua sale così progressivamente senza creare turbolenze.

Per quanto possibile, aspettare ventiquattro ore prima di effettuare la prova di pressione, affinchè la condotta raggiunga il suo stato di equilibrio. 

Verifica del riempimento

Il riempimento della condotta esige che l’aria sia evacuata completamente. A tale scopo:

• verificare il funzionamento degli sfiati;

• verificare che i rubinetti posti alla base di questi apparecchi siano aperti;

• utilizzare i rubinetti di scarico per verificare l’arrivo progressivo dell’acqua.

Messa in pressione

Assicurarsi preventivamente che la pressione di collaudo abbia un valore compatibile con quella che può sopportare ogni elemento di cui è composto il tronco da provare. In caso contrario, isolarli.

La pressione deve salire lentamente, per permettere l’osservazione degli ancoraggi e la regolazione dei tenditori a vite. La prova di pressione non deve soltanto evidenziare i difetti eventuali di tenuta ai giunti, ma anche permettere un controllo definitivo della condotta in caso di eventuali incidenti accaduti durante il trasporto o la posa. 

Messa in esercizio

Svuotare la condotta, liberarla dalle attrezzature di collaudo, collegare il tronco.

Lavare correttamente la condotta per eliminare le pietre o la terra eventualmente rimaste all’interno della condotta durante la posa. 

Nel caso di condotta di acqua potabile, disinfettare la condotta prima di metterla in esercizio.